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Situato su un'altura alle pendici dei Monti Sibillini, è uno dei pochi paesi della Regione Marche che conserva intatto il suo centro storico.
Il carattere urbanistico è quello del "Castrum", città murata che si snoda a spirale dalla piazza Alta e scende fino alla base del colle con un tessuto edilizio compatto dalle vie molto strette. e' rinomato centro termale ed attrezzata zona di vacanza invernale (Sassotetto) per la presenza di diverse piste; inoltre la possibilità di passeggiate ed escursioni sui vicini monti e nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la salubrità del clima e l'eccellente dotazione di strutture turistiche, ricettive, sportive e ricreative, la rendono amena località di soggiorno.
L'origine di Sarnano è da ricondursi ad una assegnazione di terre ai veterani di Augusto. La nascita di Sarnano in libero comune è da farsi risalire al XIII secolo quando sorge in contrapposizione al potere feudale. Entrato nella sfera dei Varano di Camerino, fu successivamente riassorbito dallo Stato della Chiesa fino alla annessione delle Marche al Regno d'Italia.
ARTE e APPROFONDIMENTI www.sarnano.com
Nel territorio di Sarnano sgorgano abbondanti sorgenti di acque minerali dalle diverse caratteristiche che hanno reso la città un centro termale tra i più conosciuti ed attrezzati della Regione Marche. Le varie attrezzature, oltre che per la prevenzione e la riabilitazione, sono impiegate anche in campo estetico. Lo stabilimento è aperto tutto l'anno. Le efficacissime acque oligominerali delle sorgenti S. Giacomo e Tre Santi e delle sulfuree Terro, Sassotetto e Borghetti, hanno ampiamente dimostrato di conseguire ottimi risultati nell'azione di prevenzione, cura e riabilitazione di molte affezioni come la calcolosi delle vie urinarie, l'uricemia, le malattie del ricambio, della colecisti e dell'intestino, l'orecchio, il naso e la bocca, le prime vie respiratorie ed i polmoni, le ossa e le articolazioni, la pelle e l'apparato genitale femminile. Inoltre le cure inalatorie, le cure idroponiche, la sordità rinogena, la balneoterapia (per le patologie dermatologiche e dell'apparato locomotore) e le cure ginecologiche sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale.
Sassotetto è una località che sorge nel cuore dell'Appennino marchigiano ai margini del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, meta di costante afflusso turistico nell'arco di tutto l'anno grazie alla bellezza dei luoghi circostanti e della natura incontaminata e selvaggia. Sassotetto non è solo un paradiso per la vita all'aria aperta montana, ma è anche una nota stazione sciistica all'interno del comprensorio più grande della località di Sarnano. Sassotetto, vicinissimo a Santa Maria Maddalena che con essa, compone uno dei migliori e più moderni comprensori sciistici delle Marche. La stazione sciistica di Sassotetto gode di moderni impianti di risalita che servono un carosello di piste su un versante montano dalle pendenze molto dolci, il che rende queste piste adatte specialmente a sciatori medio esperti o a principianti, con la presenza di diversi campi scuola e di due scuole di sci di grande esperienza.
Le discipline sciistiche che si possono praticare all'interno del comprensorio vanno dallo sci da discesa allo sci di fondo passando per lo snowboard; vi è infatti la presenza di un moderno e nuovissimo snowpark(in fase di completamento) a tre livelli che consente di praticare e imparare la disciplina su tavola in tutta sicurezza: i principianti avranno una specifica zona a loro adibita mentre i freestyler più impavidi potranno esibirsi in mirabolanti acrobazie. L'intera zona poi intorno al comprensorio sciistico di Sassotetto dispone di una serie infinita di vie escursionistiche praticabili sia a piedi che con gli sci, e consentono di esperire anche alte discipline sportive come sci alpinismo o sci escursionismo.
La presenza massiccia poi di percorsi fuoripista rappresenta una valida alternativa alle discese del comprensorio. Sciare a Sassotetto significa godere dei più moderni servizi al turista in un ambiente specificatamente mirato per famiglie o gruppi organizzati. In caso poi di scarsa caduta nivea la stazione dispone di un moderno sistema di innevamento artificiale su tutte le piste il che spesso permette di protrarre la durata della stagione sciistica sino a marzo.
contenuto preso da www.sullaneve.it
Terra di fate, negromanti ed orrori di ogni genere; così i Sibillini venivano dipinti in tutta Europa nel XV-XVI secolo. Un mondo fantastico quindi, ma anche aspro e selvaggio, che da sempre ha destato la fantasia, i sogni e le speranze di tanti celebri scrittori. Fra questi, Andrea da Barberino che nel "Guerrin Meschino" del 1409, narrò le vicende del prode cavaliere alla perenne ricerca delle proprie origini; il francese Antoine de La Sale o l'Hemerlin che definì il M. della Sibilla come il M. di Venere (Venusberg) perché abitato dalla moglie di Vulcano e da spiriti maligni.
In realtà i Sibillini costituiscono una catena montuosa, d'origine prettamente calcarea, formata da oltre una ventina di cime aventi una quota superiore ai duemila metri. Fra queste, la più elevata è il M. Vettore o Vetta del Re (2476 m.), alla quale si contrappone il Pizzo della Regina (2332 m.), sommità del M. Priora, possente montagna ai cui piedi sorge l'eremo di S. Leonardo che fu Priorato Avellanita; inoltre il Monte Sibilla (2173 m.), dove si trova l'antro della mitica fata; il Palazzo Borghese (2145 m.), così denominato perché ricorda un edificio gentilizio romano, nei pressi del quale passava l'importante Via Imperiale che collegava il Piceno alla Valle Tiberina e quindi a Roma; il M. Castel Manardo (1917 m.), il cui nome trae origine da un'antica famiglia nobiliare (i Conti Manardo) che, nel 977, ebbe in dono dal vescovo di Fermo, un castello fortificato in località "Le Roccacce".
Il versante orientale di queste montagne, che sono allineate lungo un unico asse principale, è caratterizzato da valli strette ed orientate a Nord, quali quella dell'Aso, del Tenna, dell'Ambro e del Fiastrone. Quello occidentale è invece contraddistinto da tre depressioni ad alta quota: Pian Grande, Pian Perduto e Pian Piccolo. Tutta l'area sommitale risulta inoltre profondamente modellata dai ghiacciai del Quaternario. La loro azione è ancora oggi facilmente riconoscibile negli splendidi circhi glaciali della Valle del Lago di Pilato (M. Vettore), della Val di Panico, della Val di Bove, delle alte valli dell'Ambro, del Tenna e della Val di Tela (M. Rotondo) e nelle valli ad "U" sottostanti. Rilevanti sono inoltre i fenomeni carsici le cui tracce sono particolarmente evidenti nei piani di Castelluccio, nei solchi e nelle cavità delle pareti rocciose delle valli principali dove affiora il calcare massiccio quali quelle del Tenna, dell'Ambro e del Fiastrone. 70.000 ha, 18 comuni di cui 13 ricadenti nel Parco, una popolazione di circa 15.000 abitanti, risorse naturalistiche e storico-architettoniche di straordinario rilievo anche sul piano internazionale.
Questo è il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Un parco che è caratterizzato da una diffusa presenza di centri e nuclei d'origine medioevale in cui sono rinvenibili beni di notevole interesse storico e architettonico.
Maggiori dettagli su www.sibillini.net